Massafra – Il prossimo quattro Gennaio verrà inaugurata a Massafra (TA) la prima Ambasciata dell’ associazione anti-mafia “Parlamento della Legalità Internazionale” in Puglia.

Da sinistra: Comandante di Compagnia di Massafra Capitano Vito Luigi Coppola e del Comandante di Stazione Antonio Petrocca, Nicolò Mannino, presidente del Parlamento della Legalità Internazionale, Alessio Surano, coordinatore regionale Puglia e Pietro Dragone, direttivo regionale Puglia.

L’evento, al quale parteciperà direttamente Nicolò Mannino, presidente del Parlamento della Legalità Internazionale, partirà con la funzione eucaristica serale presieduta da da don Michele Bianco, parroco del Sacro Cuore di Gesù di Massafra. Dopo la Santa Messa, verrà scoperta la targa commemorativa affissa in chiesa che riporterà i nomi di coloro i quali si sono impegnati e si impegneranno per le finalità promosse dall’associazione sul territorio Pugliese.

L’Ambasciata della Misericordia e del Perdono nasce a Massafra, e in particolar modo nella sede fisica della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, dando seguito alla volontà, dichiarata durante la conferenza tenuta a Massafra lo scorso 18 Luglio per commemorare il giudice Borsellino e gli uomini della sua scorta, di partire dunque da queste due grandi parole per andare incontro alle necessità delle persone.

Inutile sottolineare, come già ripetuto molte volte, l’origine di questa ispirazione: il grande Giubileo della Misericordia istituito per l’anno 2016 da Papa Francesco.

“Il perdono è una forza che risuscita a vita nuova e infonde il coraggio per guardare al futuro con speranza.” (Papa Francesco, Misericordiae Vultus, 10)

Ed è la forza di questa speranza, frutto del perdono, che il Parlamento della Legalità Internazionale si propone di trasmettere ai più piccoli, agli ultimi, agli emarginati, a chi è nel bisogno spirituale e materiale. Numerose si prevedono le iniziative che verranno intraprese del direttivo regionale con le scuole che aderiranno ai valori di legalità e solidarietà promossi dall’associazione.

Ricordando la figura di Borsellino e Falcone e meditando sul loro martirio non possiamo fare a meno di riflettere sull’inadeguatezza della violenza come strumento di risposta ai soprusi sociali. Quale miglior risposta al pensiero e all’azione mafiosa, se non il perseverare con integrità morale nel proprio lavoro? Quello di ogni giorno. Il lavoro di ognuno di noi. Il lavoro che conferisce onore e nobiltà a ciascun uomo che con fierezza si guadagna lecitamente il pane. Ma sappiamo anche che non è così. Almeno, non sempre. Ma è proprio con la forza della Misericordia di Dio che possiamo proseguire nel cammino della vita senza cedere ai ricatti e alla corruzione.

Il Parlamento della Legalità Internazionale è stato, da sempre legato e vicino alla Chiesa Cattolica ed è per questo che prima del grande giorno abbiamo voluto intervistare Don Michele Bianco che ci ha gentilmente concesso un pò del suo prezioso tempo.

P.D.: Cosa l’ha convinta a dare vita a questa ambasciata in una struttura ecclesiale?

M.B.: La Chiesa da sempre è stata molto importante nell’opara di sensibilizzazione nella lotta anti-mafia, da San Giovanni Paolo II a Don Pino Puglisi, negli ultimi trent’anni in molti si sono adoperati per combattere in prima persona la mafia e per salvare tanti giovani dalle grinfie della criminalità organizzata.

P.D.: Cosa ne pensa del cammino culturale del Parlamento della Legalità Internazionale?

M.B.: Ho da subito pensato che fosse un movimento molto importante. Forse al momento un pò debole per consensi. Ecco, penso che sia come un alberello, che crescerà sempre di più se tutti noi ci impegneremo a dare il nostro contributo.

P.D.: Che ricordo ha dell’incontro dello scorso 18 Luglio tenuto proprio presso la vostra parrocchia per commemorare la figura di Borsellino e degli uomini della sua scorta?

M.B.: E’ stato un incontro molto sentito dalla cittadinanza, dimostrato dalla partecipazione, e molto positivo. Mi ha impressionato molto il racconto e le storie raccontate dal prof. Nicolò Mannino. Storie ed episodi veri, cruenti. Molte volte, della mafia, una cosa è parlarne per sentito dire, ed un’altra è ascoltare cos’ha da dire chi le ha vissute sulla propria pelle.

P.D.: Che ruolo vuole dare a questa Ambasciata della Misericordia e del Perdono?

M.B.: Sicuramente un ruolo molto importante, di primo piano. Sono convinto e fiducioso che il Parlamento della Legalità Internazionale si adatterà molto bene al territorio. Mi colpì molto come tempo fa Riina volesse ristabilire i vecchi sistemi criminali della mafia a Corleone e come a distanza di ventitre anni dal suo arresto i cittadini abbiano avuto la forza di ribellarsi impedendo di fatto che gli intenti criminosi andassero in porto. Oggi la mafia e i sistemi mafiosi sono molto radicati anche da noi, in Puglia. Le nostre città sono piene di corruzione. I giovani sono sempre più attratti dal facile guadagno e molte volte non è facile “toglierli dalla strada”. E’ una situazione non facile, ma bisogna combattere. Questa è una lotta che dura tutta la vita!

P.D.: Chi è per te Nicolò Mannino?

M.B.: Uomo coraggioso! E’ un piccolo seme di speranza che è germogliato in una terra ferita dall’artiglio sanguinario della mafia. Un uomo coraggioso che va seguito. Una voce, che pian piano è divenuta un coro. Noi vogliamo combattere con lui! Oggi più che mai abbiamo bisogno di esempi da seguire, e Nicolò è per tutti noi quell’esempio. Lui sarà, con il coraggio e la voglia fare che lo contraddistingue, la nostra bandiera.

Don Michele Bianco, parroco del Sacro Cuore di Gesù, Massafra (TA)

P.D.: Cosa augura a chi aderisce al Parlamento della Legalità Internazionale e a chi vuole crescere in questa Ambasciata?

M.B.: Auguro che questa realtà coinvolga in maniera attiva i giovani, come diceva anche il Papa a conclusione del Te Deum di ringraziamento il 31 Dicembre. Voglio che i giovani partecipino in prima linea per combattere culturalmente la mafia e soprattutto per poter costruire il proprio futuro nella propria terra, senza dover scappare. Auguro un futuro nuovo di speranza che comincerà da qui.

Articolo di Pietro Dragone

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